Una storia un po’ speciale

Una storia un po' speciale

Dicembre 2016. Una mattina pochi giorni prima di Natale, in una giornata grigia ed uggiosa, si presenta a casa mia la dottoressa Francesca che era stata avvisata della mia situazione familiare un po’ precaria…  una casa condivisa con i miei fratelli, anche loro in attesa di una nuova collocazione, una mamma in difficoltà ed un padre assente… purtroppo una storia già sentita.

Ho preparato le poche cose che avevo ed il viaggio verso la comunità è cominciato.

Tra ansie, paure e dubbi eccomi finalmente sono arrivato davanti a questo enorme cancello.

Non facciamo neanche in tempo a scendere dalla macchina che è gia pronto il comitato di accoglienza… io sono un po’ intimidito e titubante di fronte a tutti quei ragazzi che mi osservano come fossi un marziano… percepisco stupore, curiosità e, inaspettatamente,  sento calore ed affetto… e credetemi, ve lo dice uno al quale hanno sempre dato l’etichetta di animo sensibile…

Dopo i saluti calorosi dei ragazzi, mi portano nella zona degli uffici, la quale sarà soprannominata poi da me “la stanza delle grandi responsabilità”.

Anche nella stanza delle responsabilità mi danno il benvenuto e devo dire che, mentre entravo, ho sentito sciogliersi tensioni da grandi decisioni in enormi  sorrisi  ed entusiasmanti “benvenuto”!

Dopo avermi fatto vedere dove avrei dormito e fatto perlustrare la comunità, sfinito dal viaggio e dalle mille emozioni provate mi addormento. Visto che la mia cameretta non era ancora pronta mi assegnano un altro luogo per dormire, la famosa stanzetta rumorosa, così chiamata per via di una ventola decisamente fastidiosa.

Durante la mia prima merenda intuisco che i ragazzi stiano confabulando qualcosa sul mio conto… noto che continuano a guardarmi, ridono, c’è chi fa segno di no con la testa, chi guarda il soffitto come in attesa di un’illuminazione, chi animatamente parla sopra gli altri… ma ad un certo punto tutto tace, una voce si leva dal gruppo e dice “e allora vada per Spillo”!

Ed è cosi che i miei compagni di comunità mi hanno soprannominato, anche se, a onor del vero, non ho mai capito il perché, ma so che da queste parti funziona così… quindi d’ora in avanti sarò per tutti Spillo.

I primi giorni non sono stati semplici, non sapevo bene cosa dovevo fare, in quali luoghi potevo stare, ma soprattutto cosa pensavano gli altri ragazzi di me.

Pian pianino il mio tempo è stato organizzato, i posti dove posso e non posso entrare li ho memorizzati e poi ho scoperto una cosa meravigliosa: l’amicizia!! Ebbene sì, mi sono trovato circondato da tanti ragazzi e tante persone che si occupano di me, in quanto non essendo troppo autonomo, ho spesso bisogno degli altri.

Ma ho notato, e di questo ne sono felice, che il mio arrivo ha portato una ventata di allegria e spensieratezza. Sarà perché combino un sacco di pasticci ed essendo un po’ goffo nei movimenti faccio sorridere chi mi osserva, sarà perché quando sento che c’è un po’ di tensione nell’aria, mi cimento in uno dei miei numeri per attirare l’attenzione. Sarà che ho un dono, ma il clima intorno a me si rasserena.

Quando sento che qualche mio compagno è un po’ triste, non ho bisogno di parole, gli sto vicino e a volte guardandolo negli occhi, sembra che la tristezza vada via, loro ricambiano lo sguardo e mi sorridono. Io non li giudico quando mi raccontano le loro vite, semplicemente resto in ascolto, e sì, mi piace questa cosa che riesco a fare, mi sento utile e ciò è reciproco. Se non fosse per loro non potrei farcela da solo, nessuno si prenderebbe  cura di me.

Avrei voglia di raccontarvi dei miei amici conosciuti in comunità e di come trascorro le mie giornate, ma mi stanno chiamando… “Spillo! Dove sei…?” E direi che è meglio correre, forse è giunto il momento del pranzo, quindi per ora vi saluto (ma tornerò a raccontarvi ancora di me) e vi lascio due foto …

La prima è stata scattata con il mio amico Giuseppe, conosciuto in questa grande famiglia che mi ha accolto, mentre nell’altra appaio io nel mio primo giorno in comunità. A presto!

Spillo

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Una storia un po’ speciale ultima modifica: 2017-05-11T08:00:56+00:00 da Elena Scovazzi

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