Lettera per il Cittadino del Mondo

Lettera per il Cittadino del Mondo

Nelle comunità, nelle scuole, negli asili…nei posti di lavoro, nei negozi, nei bar… sulle strade, sull’autobus…incontriamo persone che non sono nate in Italia, che hanno vissuto parte della loro vita in un Paese vicino o lontano dal Paese natio. Chi sono? Da dove arrivano? Perché sono venuti in Italia? Come era la loro vita nel Paese di provenienza? Queste ed altre domande nascono di fronte ad un immigrato, che sia un bambino, un ragazzo o un adulto.

Io stessa mi trovo fra queste persone perché per ventotto anni ho vissuto in Polonia e da sedici anni vivo in Italia. La mia esperienza personale, diverse osservazioni e riflessioni mi hanno portato a scrivere…

LETTERA PER IL CITTADINO DEL MONDO

    Sei arrivato in Italia da solo, in solitudine o in compagnia di qualcuno. Sei venuto insieme ai tuoi familiari oppure sei stato adottato e adesso hai una nuova famiglia. Sei una di quelle persone che hanno dovuto aspettare di raggiungere qualche caro, che inoltre ti ha facilitato l’adattamento nella nuova società. Sei in Italia a causa del lavoro, dello studio, della salute… per poter costruire una vita migliore, per poter aiutare chi hai lasciato nel tuo Paese, per approfondire le tue conoscenze. Oppure sei scappato dalle situazioni malagevoli, di grande sofferenza, quelle di cui non ne potevi più! O magari il tuo cuore ti ha portato in Italia per amore?

    Ti sei trovato qui per tua scelta personale o no; per caso, necessità, ambizione oppure per altre motivazioni consapevoli o no. Al momento dell’arrivo e nei mesi o anni successivi, nella tua testa scorrono molte domande e dubbi. Nel tuo cuore si risvegliano diverse sfumature delle emozioni e sensazioni legate alla nuova realtà. E da quel preciso giorno accade la “seconda nascita”; intraprendi una vita nella quale bisogna imparare di nuovo a vivere, perché quella passata è rimasta là, nel momento della tua partenza: le relazioni significative, le conoscenze, i luoghi, le abitudini, gli usi, le tradizioni, i modi di comunicare, il proprio modo di essere e di vivere la tua vita.

    Insieme alla tua valigia, ti sei portato il tuo vissuto, i legami, i valori, le credenze, tutti i ricordi positivi e negativi, custoditi nel tuo cuore. E comincia un nuovo cammino. Si impara a camminare così come accade ad un bimbo quando fa i suoi primi passi: si cade, ci si rialza, si va avanti oppure si sta fermi condizionati dalle svariate paure ed insicurezze. Decidi tu.

    All’istante sei qui, in Italia, nel Paese che ha molto da offrire nella sua bontà e bellezza. Porta perciò rispetto a chi ti accoglie. Accetta le norme della convivenza sociale italiana. Cerca di comprendere e mettere in atto tutto ciò che ti è sconosciuto attualmente, ma col passare del tempo, sarà utile per facilitare l’integrazione e la costruzione di una tua vita. L’importante è poter mantenere le tue origini, ma senza essere invadenti, senza dare fastidio a chi ti circonda. Lo scambio della culture è un arricchimento. Magari sei stato fortunato ad aver incontrato delle persone curiose e rispettose che ti hanno permesso di farlo, che ti hanno accettato per quello che sei davvero.

   Spesso l’inizio della costruzione della “vita nuova” non è affatto facile… Ti senti confuso, insicuro, inferiore, non compreso nel Tuo modo di presentarti? Le difficoltà possono arrivare da non conoscenza della lingua italiana oppure dall’apprendimento basilare che non permette l’autentico scambio delle informazioni e di conseguenza, blocca la vera, reciproca conoscenza,  e quella del mondo. Non sai ancora interpretare il linguaggio del corpo tanto ricco e quotidianamente utilizzato dal popolo italiano. Probabilmente, talvolta, tu ti offenderai mentre scherzano, fanno le battute, perché questo loro modo libero di espressione non l’hai mai sperimentato. Non Ti scoraggiare! Piano piano imparerai tutto con molta pazienza, superando i tuoi limiti e permettendo di essere aiutato da chi ti circonda. Osserva, chiedi ed impara a muoverti secondo i modelli socioculturali italiani.

    Poter comunicare con l’altro è una delle esigenze più forti degli esseri umani. E’ un canale che permette di conoscere l’Altro e consente la possibilità di scambio fra mondi interni. E’ la condivisione, l’espressione di se stessi, la chiusura o apertura verso l’altro: diverso o simile. Non importa da dove provieni. Importa chi sei e quali ricchezze interiori hai da offrire agli altri. In fondo tutti siamo simili e differenti nello stesso tempo, ma ciò non dipende dalle differenze razziali e dai confini. Siamo simili in quanto esseri umani con pregi e difetti; siamo differenti rispetto all’individualità, all’unicità personale. Davanti ad uno “sconosciuto” si potrebbe percepire paura, timore, incertezza, insicurezza… ma altrettanto entusiasmo, curiosità, creatività, apertura degli orizzonti. Simili dinamiche valgono sia per l’immigrato, sia per chi si trova in contatto con quest’ultimo.

     Per potersi sentire parte di una società occorre l’integrazione: processo spesso lungo, faticoso e complicato. Quando arrivano momenti di difficoltà, ti senti solo, escluso, diverso, non compreso nella tua complessità ed unicità. Ti chiudi in te stesso e ti isoli? Provi nostalgia così forte per il tuo Paese che sembra ti scoppi il cuore? Sei così scoraggiato che pensi di non farcela e desideri di abbandonare tutto e ritornare?

     Talvolta ti senti fuori posto, fuori contesto. Non  trovare delle risorse per superare queste difficoltà potrebbe portare al rischio di rimanere fermo fra due mondi e non saper quale direzione prendere. Ovvero la sofferenza vissuta nel proprio paese porta alla negazione, al rifiuto, al sentimento di vergogna.

     Esiste inoltre un’altro fenomeno: la creazione di una specie di “ghetto” tra i membri di un’ etnia che si uniscono in modo volontario o forzato, dove avviene la reclusione sociale.

    Ricordati che l’integrazione non significa negare la propria identità, dimenticare le proprie origini, cessare di ricordare chi sei davvero. La tua identità si trasforma. Nel primo luogo viene spezzato il senso di appartenenza, dall’altra parte sopraggiunge la possibilità di adattarsi, di apprendere, di arricchire e rinnovare la propria personalità, con una nuova luce. La vita divisa in due parti, con l’opportunità di costruire dei ponti che uniscono anziché dividere. Si perde qualcosa che apparteneva al “mondo vecchio”… ma si conquistano alcune cose dal “mondo nuovo”.

     I posti delle perdite si potranno riempire oppure lasciare vuoti. Le strade sono due: rimpiangere il passato oppure impegnarsi a costruire il presente per arrivare ad un futuro gratificante.

    Si fanno paragoni e bilanci, ma la decisione spetta alla persona che dovrà scegliere. Le scelte sono differenti e dipendono da multipli aspetti. Alcuni abbandonano il Paese di provenienza e non vi ritornano mai più. Qualcuno ritorna ogni tanto perché guidato dalla nostalgia e dall’amore. Altri invece decidono di ritornare a vivere da dove sono arrivati.  Nessuna delle scelte è sbagliata, perché quello che conta è essere contenti della propria vita, ovunque ci si trovi sulla Terra.

Lettera per il Cittadino del Mondo ultima modifica: 2017-04-17T08:00:39+00:00 da Renata Olszewska Donato

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