L’anima dell’8 marzo

L'anima dell'8 marzo

Festa della donna criticabile e criticata, evento commerciale color mimosa. Ma se invece fosse altro? E se fosse un momento, uno spazio per riflettere sul femminile che è in noi, anche negli uomini? Il femminile che crea, che genera dall’utero, dall’anima, dai gesti quotidiani.

Jung ha identificato due aspetti della psiche che vi voglio evidenziare: l’Anima, femminile, aggraziata, feconda come la terra, accogliente come una madre, sacra come una donna; l’Animus, maschile come un seme, forte come un padre, sicuro come un uomo.

Sono i principi archetipici insiti nell’essere umano, presenti in ogni cultura e religione, che rappresentano gli elementi della psiche.

Questo è il femminile che voglio ricordare e che va festeggiato perché rappresenta la spinta divina del creato. La donna deve recuperare la sua capacità di essere “ mancanza” di essere complementare ad un maschile che deve essere protettivo e non pericoloso. La donna in occidente oggi vive a fatica il suo ruolo e oscilla tra un femminile ostentato e una razionalità che mal le si addice.
Buon 8 marzo perché ogni donna faccia pace con un femminile che ha visto sacrificato nelle mamme e nelle nonne prima di lei, che spesso combatte come a vendicare i torti subiti da altre generazioni, in altri tempi, con altre storie.
 
Sorridete alla donna che è in voi.
L’anima dell’8 marzo ultima modifica: 2018-03-08T18:55:09+00:00 da Cristina Cazzola

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