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Gruppo “Emozioni”

Gruppo "Emozioni"

EMOZIONE: ORIGINE ETIMOLOGICA E DEFINIZIONE

L’etimologia della parola emozione è da ricondursi al latino emovère (ex=fuori+movere=muovere) letteralmente portare fuori, smuovere in senso più lato, scuotere, agitare. Per cui l’emozione altro non è se non un’agitazione, uno scuotimento, un’agitazione dell’animo. L’emozione infatti consiste in una serie di cambiamenti che avvengono nel nostro corpo, sia a livello fisiologico (alterazioni cardiache e respiratorie, pensieri) sia reazioni comportamentali (azioni, alterazioni della mimica facciale) che il soggetto mostra in risposta ad un evento. 

ALCUNE EMOZIONI SONO INNATE

Lo psicologo americano Paul Ekman, nel 2008 ha studiato i membri della tribù di un remoto villaggio pre-letterario della Papua Nuova Guinea, per notare come le espressioni di base fossero universali perché riscontrabili in popolazioni diverse, anche in quella tribù isolata dal resto del mondo. Ha stilato una lista di emozioni primarie (universali e innate) e secondarie (derivanti dalla combinazioni delle emozioni primarie e di sviluppo conseguente all’interazione sociale e alla crescita).  Le emozioni primarie elencate da Ekman sono sette:

  • GIOIA
  • RABBIA
  • PAURA
  • DISPREZZO
  • DISGUSTO
  • TRISTEZZA
  • SORPRESA

MENTIRE NON E’ FACILE

Ekman ha altresì collaborato a inventare il F.A.C.S. (Facial Acting Coding System), un sistema di codifica delle espressioni facciali usate per comunicare le emozioni primarie. Attraverso un gran numero di ricerche sono stati individuati 44 muscoli facciali e codificata ogni emozione in base ai muscoli contratti. Le espressioni facciali e corporee si possono quindi considerare una parte costitutiva delle emozioni. Il volto in particolare non comunica solo ciò che si pensa ma anche ciò che si vuole esprimere all’altro e sempre Ekman nel suo libro “I volti della menzogna” ha elencato delle chiavi di lettura per stabilire se un’espressione sia genuina e sincera.

PERCHE’ UN GRUPPO SULLE EMOZIONI IN UNA COMUNITA’ PSICOSOCIALE PER ADOLESCENTI

Le emozioni, nell’ambito della salute mentale e non solo, offrono una serie di opportunità. Parlare di eventi emotivi aiuta a guardarli con distacco e a vedere una situazione nel modo più realistico possibile, rivolgersi agli altri distrae la propria attenzione dall’evento e permette di ottenere assieme a interpretazioni diverse la condivisione degli episodi accaduti. Le emozioni in aggiunta permettono di prendere contatto con gli altri in vari modi; rapidi e attendibili considerata la natura spontanea di esse.  Inoltre se gli altri a cui ci si rivolge mostrano di capire e accettare come giusto e legittimo il proprio stato emotivo, ciò rinforza il senso di appartenenza alla comunità sociale. Ancora, la coscienza dei propri stati emotivi, dei propri vissuti interiori e pensieri favorisce la capacità di mettere in atto strategie, interne o esterne per regolare le proprie azioni e comportamenti. L’adolescenza, in particolare, rappresenta l’età dell’ambivalenza emotiva; mai come in essa gli affetti sono polarizzati, quasi manichei (Palmonari, 2001) e coesistenti nel qui e ora. I labirinti dell’universo affettivo, la facilità con cui le emozioni si trasformano in breve tempo rendono gli adolescenti meno preparati alla gestione efficace di una complessità nella quale si ritrovano e quindi più bisognosi di strumenti per riconoscere e comunicare emozioni. Il laboratorio “emozioni primarie attraverso la fotografia” è nato con l’idea di migliorare la capacità dei ragazzi, ospiti a Pandora, di riconoscere le altrui e le proprie emozioni primarie elencate da Ekman ed esprimerle. Ho utilizzato delle slides teoriche, di contenuti appresi durante il corso di laurea in tecnica della riabilitazione psichiatrica che ho frequentato presso l’Università di Ferrara. Gli obiettivi, quello di fornire ai ragazzi la definizione delle emozioni primarie e spiegare loro come esse si manifestano in generale a livello facciale e corporeo. Inoltre quello di favorire l’espressione verbale di eventi emotivi associati ad ogni emozione e di esprimere l’emozione attraverso l’uso della fotografia (fotografie scattate nello spazio della comunità) o alternativamente di un video su Youtube. Per il laboratorio ho diviso i ragazzi in gruppi di lavoro di tre. Con uno dei gruppi sto per arrivare a trattare l’ultima delle emozioni dell’elenco.

CONCLUSIONI

Sono soddisfatta per il feedback ricevuto dai ragazzi; positivo dalla maggior parte di loro. C’è chi ha chiesto di tenere una copia delle slides, chi chiedeva di fare il laboratorio, chi ha contribuito con creatività, chi ha dato messaggi di forte impatto emotivo attraverso i mezzi di espressione utilizzati. C’è chi ha usato il gruppo per esprimere le proprie emozioni, nonostante tutti i giorni ne abbia difficoltà, c’è chi facendosi un selfie ha riconosciuto l’incongruenza tra la propria espressione facciale e l’emozione che desiderava esprimere, chi si è accorto di espressioni facciali non genuine e chi ha manifestato difficoltà a discriminare le emozioni ed è stato aiutato. Ringrazio i ragazzi per avermi piacevolmente sorpresa ancora una volta.

ALCUNI FRUTTI DEL LABORATORIO

GIOIA: “La pianta rappresenta il prendersi cura di un essere vivente e ciò mi da gioia”. K.M.

“Raccolgo in una foto l’ordine come un quadro. L’ordine mi da gioia” .J.R.

RABBIA: “La rabbia è segno per gli altri” G.T. Foto di C.B. atto di rabbia agita (sedia ribaltata)

PAURA: “La nostra paura più grande è quella di perdere le persone care” E.V., G.T., G.C.

DISPREZZO: “Disprezzo chi non rispetta i compiti assegnati (sparecchiare in riferimento alla foto)” C.B.

DISGUSTO: “L’aceto mi disgusta!” G.C.

TRISTEZZA: “Voglio essere fotografata in una posizione triste”. G.T.

SORPRESA: … Work in progress!

 

Sitografia:
Gruppo “Emozioni” ultima modifica: 2017-05-24T16:00:10+00:00 da Elena D'Amato

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