La vita non vissuta accumula rancore verso di noi. Una lettera di Jung sulla perdita e l’andare avanti.

La vita non vissuta accumula rancore verso di noi. Una lettera di Jung sulla perdita e l’andare avanti.

Una bellissima lettera che Jung inviò ad una sua amica in seguito alla perdita di suo marito…

Il senso ultimo di questa lettera ci indica l’importanza di dover continuare a vivere, nonostante ciò che può succederci di spiacevole durante il nostro cammino. In tal senso possiamo leggerla anche come un vero e proprio inno alla vita, all’esistenza, ma…

…Ma Jung tiene a precisare, così come fa a più riprese nella sua opera, come esistere non basta, è necessario vivere, ovvero dobbiamo porci nei confronti del nostro mondo interno ed esterno in maniera tale da compiere ciò che la propria natura e la propria “ghianda” (processo di individuazione) ci chiede di vivere, altrimenti produrremo quella vita non vissuta di cui accenna, e che io ho chiamato lutto interiore.

In ultimo, questa è una lettera che potrebbe sembrare di mera consolazione, ma che in realtà mette proprio in guardia da quelle “consolazioni” troppo spicciole e comuni che ci vengono fatte in momenti di forte perdita e disagio, e ci indica la necessità – nonostante un evento doloroso – di continuare a vivere, di ricercare il significato della vita incessantemente, di rispondere a questo imperativo categorico chiamato VITA!

 

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La vita non vissuta accumula rancore verso di noi. Una lettera di Jung sulla perdita e l’andare avanti. ultima modifica: 2019-01-28T21:39:59+00:00 da TuttiFuori.net

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