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La BuonaScuola

La BuonaScuola

Questo breve articolo racconta in modo un po’ colorito e un po’ di parte le emozioni che magari a cavallo dei colloqui molti genitori provano pensando alla scuola e all’andamento dei loro figli.

Si è carichi di aspettative e di sensi di colpa per il poco tempo che magari riusciamo a dedicare allo studio con loro o al controllo del lavoro svolto.

Nello stesso tempo si vorrebbe vedere una scuola più al passo con i tempi più vicina al mondo dei nostri ragazzi, in grado di accogliere e sviluppare le diverse intelligenze di cui ognuno di noi è caratterizzato.

Il lavoro che viene svolto dagli insegnanti è un lavoro di mediazione, difficile e meritevole di lode.

A loro va tutta la mia gratitudine per quello che fanno con tanto impegno e dedizione.

 

L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove, e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto.

Jean Piaget

 

 

Domani ci sono i colloqui con i prof.

Quelli che insegnano, quelli che valutano, quelli che decidono “tu si…tu no.”

Andrò. Anzi, domani, andremo insieme ad ascoltare.

Che fatica però. Andare a farmi dire: “sa signora… suo figlio è immaturo, è distratto, non segue “

E dover rispondere “Bene, proverò a capire perché…”, invece che “Beh… io nel il mio lavoro, se non coinvolgo i ragazzi, cambio metodo sa… Ha provato lei a cambiare il suo?”

O continua da anni a stare dietro la cattedra a somministrare nozioni?

Ha provato ad ascoltare? Ha provato a regalare speranza prima che contenuti? Dove sono gli insegnamenti che curano il contenitore?

Ecco non risponderò così perché quello è “un compito” dei genitori.

Ma se ci vivessimo tutti come adulti autorizzati ad educare? Invece no, in questa società smembrata dove se hai male ad un migliolo vai dal “migniologo”, e dove già alla scuola materna esiste il diario per valutare il bambino, ci si perde in mille figure che di riferimento hanno ben poco, disintegrandosi. Sì, io mi fustigherò domani, facendo un mea culpa lungo come una Quaresima.

Non posso incolpare me stessa per tutto. Ad ognuno un po’.

E basta poi con questo sbandierare la crisi economica, il fallimento del sistema lavorativo e piangersi addosso.

Se si vuole cambiare ci si rimbocca le maniche e si cambia. Si taglia la testa al pesce che ormai puzza da decenni e si volta pagina.

Investite nei giovani, invece di caricarli dei vostri problemi non risolti, dello stipendio che non basta e del lavoro che non era quello che volevate.

Se amaste quello che state facendo veramente ecco.. insegnereste già qualcosa di molto importante.

 

Si può insegnare a uno studente una lezione al giorno; ma se gli si insegna la curiosità, egli continuerà il processo di apprendimento finché vive.

Argilla P. Bedford

 

Conculdo suggerendo la lettura di un altro articolo molto interessante: “I buoni voti a scuola sono garanzia di successo nella vita?” di Stefano Centonze.

La BuonaScuola ultima modifica: 2017-05-06T13:21:22+00:00 da Tania Sirni

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