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Il trauma

Il trauma


Il trauma è una realtà della vita, ma non per questo

dev’essere una condanna a vita.

                       (Peter A. Levine, Traumi e shock emotivi, 1997)

 

Il trauma fa parte della vita di ogni essere umano, a prescindere dal sesso, dalla razza e dal ceto sociale; colpisce in modo repentino e inaspettato, risultando insopportabilmente doloroso per la vittima e per tutti coloro che sono in relazione con la stessa. A volte, sono le persone con cui la vittima intrattiene le relazioni più strette a perpetuare il trauma agendo abusi e maltrattamenti fisici e/o psicologici. A volte sono le catastrofi naturali a imprimere il danno; talvolta gli incidenti a cui assistiamo o in cui siamo coinvolti in prima persona; data la triste attualità, anche gli attacchi terroristici sono fonte di trauma.

Il trauma è da sempre il centro e il cardine dello sviluppo del pensiero psicologico e negli ultimi decenni sono proliferati studi a riguardo in campo medico, psichiatrico e psicologico, giungendo alla fondazione della psicotraumatologia cioè “lo studio dei fattori e dei processi antecedenti, concomitanti o conseguenti un trauma psicologico” (Everly, Lating, 1995).

La risposta sintomatologi
ca al trauma viene concettualizzata nel DSM-5 con la diagnosi di Disturbo Post-Traumatico da Stress, caratterizzata da quattro aspetti:

  • Il trauma viene continuamente rivissuto attraverso flashback, ricordi, incubi, episodi dissociativi;
  • Evitamento di tutte le
    situazioni che ricordano il trauma con conseguente appiattimento dell’emotività, ritiro sociale e riduzione degli interessi;
  • PERSISTENTI MODIFICAZIONI NEGATIVE nei pensieri e nell’umore: amnesia dissociativa; convinzioni negative su se stessi o sugli altri tendenza a colpevolizzarsi; persistente stato emotivo negativo; sentimenti di distacco ed estraneità verso gli altri; persistente incapacità di provare emozioni positive.
  • Iperattivazione e difficoltà a modulare il grado di arousal, irascibilità, scoppi di rabbia, risposte di allarme, difficoltà di concentrazione e di memoria, sonno disturbato.

Le acquisizioni in ambito neuroscientifico hanno permesso, attraverso le tecniche di neuroimaging, di scoprire le importanti ripercussioni che i traumi hanno a livello di strutturazione neurobiologica e di funzionamento fisiologico. Il trauma infatti intacca il processo immaginativo delle vittime e si esprime a livello corporeo, modificando la capacità di coordinazione motoria e causando ripercussioni psicosomatiche importanti. È inoltre emerso come, in soggetti traumatizzati, l’area di Broca (responsabile del linguaggio), risultasse inibita, a riprova del fatto che il trauma è preverbale e risulta insostenibilmente diffi
cile per le vittime raccontare e mettere in parola ciò che hanno vissuto.

Il trauma interviene in modo violento e interrompe la trama della vita. Da quel momento, tutto cambia. La persona dovrà riadattarsi alla nuova realtà.

Cosa possiamo fare noi in quanto psicologi e psicoterapeuti? Essere accoglienti, approcciandoci in modo delicato alla persona portatrice di dolore e sofferenza nel corpo e nella mente. Essere pazienti, tollerando la frustrazione dell’attesa, creando uno spazio in cui riconoscere questa sofferenza, dando la possibilità di poterla esprimere nel modo più “semplice” per la vittima, offrendo alternative all’espressione verbale, spesso difficile. Dobbiamo riuscire a instillare nella vittima quella sicurezza, ormai perduta da tempo, per non farle temere di essere ri-traumatizzata. Solo così sarà possibile aiutarla a ri-vivere e ri-narrare l’esperienza traumatica, per poterla affrontare da un punto di vista diverso e per permettere alla vittima di poter convivere con qualcosa che fino a quel momento era inenarrabile e dissociata.

Solo così la vittima potrà nuovamente avere il controllo di sé e della sua vita, riuscendo a non essere condannata a vita.

Il trauma ultima modifica: 2017-03-20T18:53:56+00:00 da Claudia Nalin

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